Piacere, sono Irene

Cara/o lettrice/lettore,

mi presento, sono Irene e come prima cosa ci tengo a dirti che ho sempre odiato scrivere! Volevo, però, avere un modo per poter condividere con te il mio lavoro e darti l’opportunità di conoscermi in maniera un pò più approfondita. Ti chiedo anticipatamente scusa, quindi, per la mia scrittura poco accattivante…

Abbi pazienza, migliorerò!

Ricominciamo. Mi chiamo Irene e ora ti racconterò la storia di come sono arrivata qui (ricordandomi di dover essere breve e concisa).

Ricordi quando da piccola gli adulti ti domandavano: cosa vuoi diventare da grande? Dopo svariati lavori come pediatra, attrice e psicologa, la me bambina era sempre più convinta che l’organizzatrice di eventi fosse il suo grande sogno.

Ma, così come Cenerentola perse la sua scarpetta allo scoccare della mezzanotte, anche io per qualche anno persi la mia. Come in tutte le favole, il lieto fine non è sempre immediato.

Condizionata da quello che pensavo potessero desiderare gli altri per me, ho deciso di iscrivermi al Politecnico di Torino per studiare ingegneria gestionale.

Essendo, appunto, gestionale, credevo sarei riuscita a mettere a tacere quella vocina che mi diceva che avrei dovuto far altro. “Sempre di gestione si tratta, no?” – pensavo ingenuamente.

Ho avuto le mie soddisfazioni, lavorato in multinazionali e appreso tante cose nuove che mi hanno permesso di crescere. Ma più andavo avanti e più capivo che non era quello il lavoro per cui volevo vivere e per cui, alla me piccolina, brillavano gli occhi a parlarne.

Così, in un periodo di crisi caratterizzato da tante domande, ho deciso di ritrovare la mia scarpetta. Impulsivamente, nel giro di due giorni mi sono iscritta ad un corso per Organizzatrici di Eventi e da lì ho continuato e continuo tutt’ora a formarmi per poter offrire a voi, potenziali clienti, il meglio che possa darvi.
Ho tante cose da dire e da farvi vedere! Vi porterò con me in questo nuovo capitolo della mia vita, siete pronti?

E vissero per sempre felici e contenti.

A presto,

Irene